Lombalgia

Cos’è

Si tratta di dolore alla schiena, nel tratto lombare, lombo dorsale o lombo sacrale. Può essere a fascia, puntiforme o irradiato, ed è spesso correlato a rigidità e ad un deficit di mobilità con contratture muscolari presenti nella zona. Il dolore, generato dall’ infiammazione, ha differenti gradi di intensità, eventualmente misurabili su una scala di valutazione del dolore, uno degli indici di analisi del problema. Può inoltre presentarsi in forma acuta, ad episodi circoscritti nel tempo e/o recidivanti, oppure in forma cronica, fisso e costante, o, spesso, può variare di intensità durante l’esecuzione di determinati movimenti articolari.

Può altresì manifestarsi in alcune fasi temporali della giornata, al risveglio piuttosto che a fine giornata, durante la guida, durante o in post allenamento, oppure dopo aver mantenuto per molto tempo la posizione in piedi. Il suo esordio ed instaurarsi può temporaneamente compromettere la mobilità della colonna a causa del dolore, causando la completa impotenza funzionale, per cui il paziente assumerà automaticamente degli atteggiamenti posturali antalgici, tesi al sollievo dalla sofferenza, ovvero condizionerà la propria postura ed i propri movimenti nel tentativo di rifuggire dalla sensazione di dolore.

Eziologia e Strumenti di Indagine

Le cause possono essere molteplici, dal semplice trauma che ha generato spasmo e rigidità muscolare in zona, ad uno sforzo  eccessivo o movimento rapido a freddo che ha provocato una contrattura o uno stiramento muscolare, ad un impatto violento come in una caduta, alla presenza di ernie discali, anomalie anatomiche congenite quali spondilolisi o spondilolistesi, o asimmetrie della colonna (scoliosi), microfratture da osteoporosi, spondiloartrosi, stenosi canalare dovuta ad osteofiti, fino ad arrivare a malattie sistemiche e patologie tumorali.

Una volta escluse attraverso anamnesi e test la probabilità di cause più gravi che ovviamente richiederebbero ulteriori accertamenti medici (rx, risonananza magnetica, tac, moc),  si scandagliano le altre possibili cause, quelle non patologiche. Esse sono riscontrabili in tensioni viscerali, come, ad esmpio, un colon irritabile, un diaframma ipercontratto, un rene tendente alla ptosi, un problema della sfera urogenitale oppure esiti cicatriziali profondi dopo un intervento, tutti elementi che influiscono a livello meccanico e/o neurologico sull’assetto della colonna vertebrale e sul suo apparato muscolo legamentoso. Altre cause possono essere le disfunzioni sacroiliache (anche a seguito di vecchi traumi o di un parto), disfunzioni coxofemorali, esiti traumatici al ginocchio o alla caviglia, quindi tensioni provenienti dagli arti inferiori e dall’appoggio plantare che si riverberano meccanicamente ad un livello più alto.

Visita

In sede di anamnesi, dopo aver visionato eventuali referti medici inerenti il problema, viene valutata la sede precisa del dolore, il suo esordio, se ne valuta qualità, intensità, periodicità, si testano i movimenti in cui si presenta o si attenua, e se ne traccia un quadro da correlare alle possibili cause.
Successivamente tramite degli appositi test si risale alla possibile genesi del problema e, solo dopo aver escluso la possibilità di trovarsi al cospetto di patologie che necessitano di ulteriori indagini mediche, viene fatta la diagnosi e si esegue il primo trattamento.

Dopo il Trattamento

Il paziente esce dallo studio senza dolori e rigidità e con una situazione grandemente migliorata, tuttavia per mantenere tale stato è opportuno eseguire un altro o più trattamenti a breve/media distanza per mantenere i risultati ottenuti e rinforzare nel corpo il radicamento delle correzioni eseguite. Se necessario verrà iniziato un programma di rieducazione posturale e mobilità per scongiurare la possibilità di episodi recidivi.

Contattami per prenotare la Tua Prima Visita