Nella mia personale visione professionale, a seguito della liberazione ed armonizzazione operata insieme al paziente in sede di trattamento o del breve ciclo di trattamenti, laddove si dimostri necessario, è altamente consigliabile, iniziare a lavorare su una corretta rieducazione della postura e del movimento. Ciò indurrà un miglioramento dello stile di vita della persona e del suo modo di muoversi che farà si che le strutture del corpo non corrano di nuovo a rintanarsi in una “gabbia” riportando ancora in essere nel paziente i sintomi lamentati o il fastidio.
Occorre, a questo fine, responsabilizzare il paziente, farlo divenire consapevole, capace di gestire il suo corpo, renderlo autonomo nel tempo e non certo osteopata-dipendente.
Compito del professionista responsabile ed attento sarà, in taluni casi, fornire degli strumenti di autocorrezione, che, diventando sane abitudini, portino il paziente ad una nuova percezione di sé che lo invogli a considerarsi e a muoversi nello spazio in maniera nuova.
Le mani dell’osteopata sentono e comprendono, sono attive e complici nel ripristinare la mobilità nei distretti difficoltosi, ma starà al paziente, su opportune indicazioni e consigli, o tramite veri e propri esercizi (respiratori, posturali, ginnici, abitudini alimentari) collaborare a mantenere libere e ben funzionanti nel tempo le strutture che hanno avuto una dinamica difficoltosa e di integrarle al meglio nella funzionalità del corpo. Anche chi non è avvezzo ad avere una buona mobilità, giorno per giorno, con i giusti consigli e le giuste pratiche, guidato e seguito, imparerà a vivere il proprio corpo in un modo differente, con una migliore percezione, una maggiore padronanza, egli comincerà a percorrere nuove strade, e, scoprendosi sempre più in salute, continuerà a farlo.
