Prima Visita

Durante la prima visita ha luogo l’anamnesi, quindi la raccolta di informazioni inerenti il paziente, il suo stato attuale e la sua storia medica e farmacologica, e si approfondisce lo sviluppo del suo motivo di consulto. In questa sede, laddove presenti, si esaminano le indagini strumentali e/o le analisi cliniche del paziente.

Si passa all’osservazione e alla palpazione soffermandosi sui distretti che si ritiene necessario approcciare, si evidenziano le zone disfunzionali salienti,  si eseguono tutti i test  necessari a definire e comprendere il problema inserendo nel quadro di sviluppo della diagnosi anche il motivo di consulto del paziente.

Si traccia una diagnosi osteopatica del caso in esame, ed in base a questa, si sceglie una linea di azione che si avvicini il più possibile alle esigenze del paziente.

Infine si esegue il trattamento, che può essere risolutivo nel’immediato, ripetersi a distanza di un determinato lasso di tempo, oppure il primo di una breve serie ravvicinata, questo si può stabilire solo a termine visita, in base all’entità delle disfunzioni rinvenute e alla specifica reazione del paziente, che è estremamente soggettiva, cambia quindi da individuo ad individuo.

Schematizzando nella prima visita si seguiranno:

Anamnesi
Osservazione
Test e Palpazione
Diagnosi
Trattamento

E’ consigliabile portare con sé i referti medici più recenti di cui si dispone, utili in sede di anamnesi. La durata della prima visita oscilla tra un’ora e un’ora e mezzo. E’ inoltre raccomandabile, nelle ore successive a seguito del trattamento, e per un miglior esito dello stesso, non sottoporsi a grandi sforzi o a stress fisici e mentali di altra natura.

Metodi di Trattamento

Le metodiche utilizzate sono tecniche strutturali, miofasciali, craniali, viscerali, neurologiche e vascolari, ad energia muscolare e massoterapiche.

Si tratta di manipolazioni dolci o talvolta, laddove è possibile e gradito al paziente, un po’più decise, sui punti che presentano rigidità, tensioni, blocchi, alternati a profondi lavori su muscoli e fasce, a lente e delicate mobilizzazioni viscerali e talvolta a rapidi movimenti (recoil, rebound) che inducono informazioni di natura neurologica e vascolare nelle zone interessate. Spesso si chiede la collaborazione del paziente nell’induzione delle correzioni, respirazione e lievi movimenti, autoposture, non solo perché si rivela utile al fine della mobilizzazione, ma anche perché rendendo l’individuo parte attiva nell’esecuzione del trattamento se ne accresce la consapevolezza del corpo e la responsabilità nel miglioramento e nella guarigione.  Il lavoro sul cranio, una parte del trattamento che, ancor più delle altre, si ripercuote sulla globalità dell’individuo, comporta il contatto delle mani dell’operatore sul capo del paziente, il procedimento è come prendere contatto con la centralina di un sistema e da lì sentire lo stato di tutto il corpo e delle sue componenti e riarmonizzarle come si riaccorda uno strumento musicale.
Nel trattamento, oltre che delle mani, ci si avvale talvolta di altri strumenti idonei all’obiettivo perseguito: coppettazione,  cuscinetti e spessori, regolatore della colonna vertebrale, sostegno sottoccipitale, body massage, manipolo Furter, vibrazione delle campane tibetane.

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