La distorsione è un danno capsulo legamentoso prodotto da una sollecitazione traumatica tendente a modificare i reciproci rapporti dei capi articolari. A seguito deI trauma si presentano i seguenti sintomi: dolore nei punti di inserzione o sul decorso dei legamenti interessati ed in tutta la zona periarticolare, provocato soprattutto da pressione o sollecitazione in allungamento, impotenza funzionale, calore, presenza, nei casi meno gravi, di gonfiore dovuto ad edema (liquido extracellulare infiltrato nei tessuti periarticolari a seguito dello stato infiammatorio ) e, nei casi più gravi, emartro (liquido extracellulare e sangue: segno di lacerazione di diverse fibre) con conseguente tumefazione nell’area dell’articolazione. Altri sintomi sono segni di lassità articolare, ovvero capsulo-legamentosa, dipendenti dalla lacerazione completa o parziale di uno o più legamenti.
Si distinguono a seconda della gravità in :
- lievi o di primo grado, che comportano lo stiramento dei legamenti o della capsula ma senza rottura
- media gravità o di secondo grado, caso in cui i legamenti articolari si rompono parzialmente o completamente ma l’articolazione mantiene una certa stabilità
- i più gravi o di terzo grado, comportano la lacerazione di capsula e legamenti ed è presente instabilità articolare a causa dell’eccessivo allontanamento o dislocazione dei capi articolari.
Eziologia
Le cause di un episodio distorsivo sono esclusivamente traumatiche: il danno è provocato da eccessivi e/o bruschi movimenti di torsione e rotazione, la maggiorparte delle distorsioni di caviglia avvengono, per predisposizioni di natura fisiologica, in inversione, e sono le più gravi, durante il passo e la corsa o, la salita e la discesa, un salto o durante una caduta, molto spesso, nel contesto di un trauma di natura sportiva.
Gli esami diagnostici da effettuare in questo tipo di eventi sono la radiografia, per escludere la possibilità che sia presente una frattura o un distacco parcellare dell’osso, ed eventualmente, a distanza di qualche giorno dal trauma, una risonanza magnetica o un’ecografia qualora si decida di valutare approfonditamente l’entità della lesione.
Visita
Nel caso di un episodio distorsivo di primo grado, quindi di blanda entità, ci si rivolge all’osteopata in un lasso temporale anche vicinissimo al trauma. Fare ciò aiuta il veloce ripristino della mobilità articolare scongiurando il pericolo degli inevitabili e fastidiosi adattamenti nel corpo.
In caso di distorsioni di secondo grado è bene andare in uno studio osteopatico dopo aver fatto i dovuti accertamenti medici ed aver cominciato a mettere in atto le basilari prescrizioni del caso, ovvero utilizzo di tutore o bendaggio elastico ed altri accorgimenti mirati prescritti dall’ortopedico. Nel momento in cui, a distanza di pochi giorni, la zona è correttamente immobilizzata, si comincia a lavorare con l’osteopatia, in modo da determinare il rapido riassorbimento dell’edema migliorando la circolazione arterovenosa e linfatica della gamba, quindi “sgonfiando” la caviglia. Trascorso qualche giorno, si cura la meccanica articolare della caviglia e dei tessuti limitrofi, comprendendo nell’aggiustamento la valutazione biomeccanica di piede ginocchio anca e schiena, e la parte legamentosa in via di guarigione. Successivamente si effettuerà uno specifico lavoro sui legamenti che hanno subito l’insulto, trattamento teso a ripristinarne la corretta tensione e direzione, unito ad un protocollo di esercizi specifici.
DOPO IL TRATTAMENTO
Il trattamento osteopatico nei casi di distorsione di caviglia è molto efficace e risolutivo se ci si attiene fedelmente ai protoccolli medici di guarigione, ma deve essere fatto nei tempi e nei modi corretti, esso fa la differenza tra il verificarsi o meno di recidive future, evita che si instauri l’instabilità e che il segmento articolare interessato (la caviglia, il gincchio..) riporti un gonfiore ed un ispessimento (fibrosi) vita natural durante.



