Si tratta di un distrubo gastroenterico di larghissima diffusione nei tempi attuali e lo troviamo presente, nei paesi europei, in ogni fascia di popolazione adulta, con una percentuale che sembra essere in rapido incremento. Questa debilitante patologia nasce e progredisce precisamente a carico della giunzione tra stomaco ed esogago e, se non curata, tende a cronicizzarsi nel corso del tempo dando luogo a persistenti infiammazioni (esofagiti) o, più raramente, ad alterazioni metaplasiche al medesimo livello (esofago di Barrett).

I sintomi sono variegati ma facilmente riconoscibili: pirosi retrosternale, regurgito acido, bruciore di stomaco, sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione, singhiozzo, problemi digestivi, esofagite, sensazione di pienezza e gonfiore, nausea.

Nei casi più severamente cronicizzati possono presentarsi laringite cronica, tosse, raucedine, otite media, abbassamento della voce, asma, dolore toracico simil-cardiaco e brevi episodi di tachicardia.

COME SI DETERMINA E CAUSE

Il passaggio di succo acido dallo stomaco all’esofago avviene , fisiologicamente ed in minima parte, durante la giornata, soprattutto dopo i pasti, tuttavia se la frequenza, la quantità e la durata del reflusso superano una determinata soglia, si genera questa patologia.

Lo sfintere esofageo inferiore, zona di passaggio tra esofago e stomaco, costituisce una barriera naturale contro il reflusso ed il suo tono può essere alterato da più fattori, che spesso sono presenti in modo simultaneo. Una cattiva meccanica respiratoria, una dieta inappropriata nella quantità o nella qualità degli alimenti, il fumo  e l’eccesso di alcol con la loro componente irritante, una pressione tra i diaframmi corporei malamente distribuita, una componente meccanica che disturba il decorso del nervo vago o del nervo frenico. Altre cause e concause sono identificabili nel sovrappeso, negli ormoni circolanti (ad esempio nella fase di gravidanza), o nell’utilizzo cospicuo o inappropriato di alcuni farmaci contenenti principi attivi o ingredienti che irritano la mucosa esofagea.

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VISITA E TRATTAMENTO OSTEOPATICO

Come si evince da quanto scritto sopra i fattori che entrano in gioco nel determinare la patologia sono vari, esaminandoli e testandoli a seconda dei casi e prestandovi l’opportuna cura e attenzione, si può indubbiamente migliorare efficacemente la situazione in tempi piuttosto rapidi.

Una visita con conseguente trattamento osteopatico riequilibrerà adeguatamente la zona per consentirne il miglior funzionamento possibile, armonizzando la pressione tra i diaframmi corporei, allentando dei punti di tensione o rigidtà, ad esempio sul collo, sulla gabbia toracica e sulla zona dorso lombare, stimolando la motilità gastrica, respiratoria e di  deglutizione.

A seguito di questo si metteranno in pratica delle strategie dettate dal buon senso, per redimere cause e concause che hanno portato a questo malfunzionamento. Si può trattare della cattiva alimentazione, dell’utilizzo spasmodico di farmaci, di tensioni psicologiche stressanti, del fumo, dell’abuso di alcol, qualsiasi fattore individuato come potenziale causa insieme al paziente, andrà piano piano corretto.

In questo modo, senza privazioni, ma nel semplice rispetto di sé stessi, si potranno cominciare a mettere da parte i farmaci, riducendone gradualmente l’utilizzo, in favore di uno stile di vita più consapevole e sano.

Questa saranno le prima mosse vincenti da compiere se ci si vuole liberare di questo fastidioso disturbo.